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La primavera arriva con Grivel!

Betta Gobbi (Grivel) e Francis Desandré
Betta Gobbi (Grivel) e Francis Desandré

La bella stagione è stagione è tornata, o quasi. Il torpore invernale sta lasciando pian piano posto al risveglio, la neve si scioglie, le prime fioriture riempono l’atmosfera e l’aria frizzantina riempie le narici con il tipico profumo della primavera. E’ ora di rimettersi in movimento, non che io sia stato proprio fermo durante l’inverno, non vedo l’ora di poter fare di nuovo i miei bei giri per i miei amati sentieri di montagna. Proprio a tal proposito alcune settimane fa ho avuto il piacere di conoscere Betta GOBBI della Grivel, una delle aziende più affermate nella produzione di attrezzature ed equipaggiamenti per la montagna e per l’alpinismo. Ho trovato in lei molta sensibilità e curiosità nei confronti della mia storia e del progetto “Gamba in spalla” e dopo una bella chiacchierata ecco che esce una soluzione ad un problema che mi affligge da quando ho iniziato a praticare il trekking,

Particolare del cestello basculante GRIVEL
Particolare del cestello basculante GRIVEL

ovvero la questione stampelle-bastoncini. Eh già, benché mi sia concentrato con il Centro Protesi Inail sui materiali delle protesi, il problema dell’appoggio in salita e discesa è sempre stato un gran problema. La stampella non è il massimo per l’attività di trekking, il suo puntale rotondo e gommoso si rovina con moltà facilità sui terreni non convenzionali. E’ qui che l’esperienza Grivel mi è venuta incontro, creando uno speciale puntale in Widia per stampelle, un metallo duro, fissato a tubolari di alluminio e dotati di cestello basculante (la rosetta che impedisce al bastone di sprofondare nei terreni morbidi). Betta ha anche voluto farmi provare uno zaino Zen20 da 20 litri (realizzato con un tessuto rinforzato con inserti in carbonio intrecciato) e un HauteRoute30+5 da 35 litri per il trasporto della mia “gamba in spalla”. Che dire? Tante novità da sperimentare!

Da quando è nato il mio progetto, quasi un anno fa, ho avuto modo di incontrare tanta gente sulla mia strada e da ognuno di loro ho ricevuto molto conforto e solidarietà, chi con parole, chi con la compagnia sui sentieri e chi, come Betta GOBBI, ha cercato di capire quali fossero i problemi da risolvere per permettermi di rivivere le emozioni che solo la montagna sa dare. Grazie a tutti quelli che ho incontrato. Grazie a tutti quelli che ancora devo incontrare.