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Il mio (anarchico) Tor

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In salita verso il Col Champillon (Doues). In basso a sinistro il Rifugio Aldo Letey

In montagna i colori iniziano a cambiare, il verde dei pascoli inizia a fare un po’ di spazio al giallo, l’aria in quota è frizzantina e fresca. Ci siamo, è arrivato settembre e tra pochi giorni darò via al mio Tor, quello anarchico, fuori dalla blasonata gara che mi è stata negata alcuni mesi fa. Poco importa la polemica scaturita dalla negata partecipazione, per il momento la sfida è un’altra, la petizione che ho lanciato per rendere lo sport veramente accessibile ai disabili ha superato la soglia dei 45 mila sostenitori e, grazie all’aiuto di mio fratello, mi sto organizzando per la consegna del documento al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali a Roma.

Ho però anche deciso che, in piccolo, il mio sogno di essere un Géants non può essere accantonato e allora grazie ad alcuni amici e sostenitori mi metterò in marcia da Ollomont a Courmayeur, una traversata di 50 chilometri in 5 tappe.

Partiremo da Ollomont martedì 15 settembre alla sera. Appena arriverà il primo dei concorrenti del Tor des Géants alla base vita ci incammineremo fino al Rifugio Aldo Letey dove passeremo la notte.
Il mattino di mercoledì 16 settembre partiremo dal rifugio e saliremo al Col Champillon alla volta di Saint Rhemy en Bosses dove, grazie alla collaborazione del sindaco Jordan e della signora Chenal del B&B La Vieille Cloche, ci attenderà il camper per la notte.
Giovedì 17 settembre invece inizieremo la salita al Rifugio Frassati lungo la conca del Merdeux, per me interminabile. Da lì un bel riposo ci separa dalla finestra sulla Valdigne, il Col de Malatra.
Venerdì 18 inizieremo la traversata dalla Coumba Freida alla Valdigne per dirigerci al Rifugio Bertone, gestito dall’amico Renzino Cosson che in pieno appoggio al mio progetto si è offerto di ospitare gratuitamente la squadra di supporto logistico. Lì passeremo la notte, osservando le sagome della catena del Monte Bianco e aspettando la mattina di sabato 19 settembre. Proprio quel giorno intendo finire il mio Tor, accompagnando al traguardo l’ultimo concorrente in gara. Ovviamente senza transitare dal glorioso cancello in piazza a Courmayeur, quello non mi è permesso, sono fuori gara.

Ovviamente se qualcuno vuole fare alcuni passi con noi è il benvenuto, l’unico requisito è la voglia di stare in compagnia, buone scarpe, viveri e vestiario necessario. Il pernotto pressi i rifugi è carico proprio (fatta eccezione per la squadra logistica).

 

Qui sotto alcune informazioni sul tracciato da Ollomont a Courmayeur.Regione Autonoma Valle d'Aosta - GeoNavigatore v2.0

One thought on “Il mio (anarchico) Tor

  • 2 settembre 2015 at 18:24
    Permalink

    Ho un figlio autistico, e quindi comprendo questa tua esigenza di poter partecipare alle competizioni
    come chiunque altro. Non conosco le limitazioni del tuo handicap, ma credo che l opportunità di provare debba essere data a tutti, se questa non limita la gara degli altri. Mi spiace di non aver potuto aderire alla raccolta di firme o quel che era, ma non ero informata. Ti faccio i miei migliori auguri di poter raggiungere questo nuovo traguardo con immensa soddisfazione. In bocca al lupo, con tutta la mia stima, Mirella.

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