Crea sito

Il primo allenamento

La prima uscita è andata! Per iniziare in maniera tranquilla ho scelto un sentiero vicino a casa, su un tratto ben soleggiato, d’altronde non sono mica mica un ragazzino di vent’anni e il fresco autunnale si inizia a far sentire.

IMG_8698_web
La partenza dal castello di Quart

Alle 14.00 appuntamento a casa con la mia futura nuora Jessica, indosso la protesi con la lamina, si carica lo zaino con un pò d’acqua, una mela ed una gamba di riserva. Alle 14.15 ad attenderci al piazzale del Castello di Quart c’era mio fratello Romuald, armato di macchina fotografica.

Il tempo di infilarci un paio di scarpe idonee e via, si parte!

Imbocchiamo il sentiero 7A, la segnaletica dei sentieri ci indica un tempo di percorrenza di un’ora e cinquantacinque minuti per Valsainte. Il sentiero inizia subito ad inasprirsi dietro il castello di Quart, un paio di rampe ci portano su un primo costone dove iniziamo ad incrociare delle persone. Dopo 30 minuti e diversi metri di dislivello il sentiero inizia farsi un po’ più dolce e si infila in un piccolo boschetto dove troviamo una bella pietra dove fermarsi per una breve sosta. Per il momento la protesi non mi dà particolare fastidio, la lamina si dimostra abbastanza adatta per la salita.

Una delle prime rampe di salita al Beato Emerico
Una delle prime rampe di salita al Beato Emerico

Cinque minuti e si riparte, la salita si rifà subito aspra e poco prima dell’arrivo al Beato Emerico si presentano davanti a noi alcune rampe brevi ma ripide ed ovviamente le affrontiamo con il fiatone! Decidiamo di fermarci davanti alla cappelletta per prendere fiato, abbiamo percorso questo primo tratto in un’ora, ben quindici minuti in meno della percorrenza indicata dalla segnaletica. Per me è un buon stimolo. Si riparte per Valsainte, stando alla cartellonistica dovremmo impiegarci quaranta minuti e ben tranquilli dei tempi finora tenuti contiamo di arrivarci in poco meno di mezz’ora.

Il sentiero dal Beato Emerico sembra partire in maniera dolce e questo ci illude di potercela fare senza fatica… Dopo pochi minuti torniamo alla realtà e la salita inizia ben presto a farsi sentire. Siamo giunti a Valsainte in cinquanta minuti, ben più di quelli che avevamo serenamente ipotizzato a metà strada, ma comunque di cinque minuti al di sotto dal tempo imposto dalla segnaletica sentieristica. Un ottimo risultato tenendo conto che nessuno di noi era allenato per escursioni del genere.

Appena arrivati optiamo per una sosta con ristoro, prendo le mele dallo zaino ed un goccio di acqua. Prima di ripartire prendo la protesi che mi ero portato come scorta e la indosso. Questa ha una un piede e mi darà più superficie di appoggio per il primo tratto di discesa molto ripido. Cerchiamo di accelerare il passo, non abbiamo tenuto ben conto delle ore di luce autunnali e rischiamo di rientrare al buio. Affrontato il tratto che porta al Beato Emerico ci fermiamo per il cambio della protesi, torno a indossare la lamina per cercare di fare un po’ meno fatica in discesa.

Cambio protesi al Beato Emerico
Cambio protesi al Beato Emerico

Giunti nei pressi del castello ci siamo fermati per osservare il panorama all’imbrunire, uno spettacolo che ci lascia meravigliati. Un conto è vedere il tramonto nella quotidianità, vederlo invece mentre si cammina sui sentieri in natura è tutta un’altra cosa!

Siamo arrivati al piazzale del castello in un’ora e venti. Primo allenamento fatto, ho rispettato i tempi di salita e di discesa e questa mi conforta non poco, ora bisognerà lavorare tanto per abbassarli.

IMG_9120_web
La magia del tramonto sulla Plaine d’Aoste